22 maggio 2013

Save the Children lancia la campagna "Allarme infanzia"



«È un vero “furto di futuro” quello in corso ai danni di bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La povertà nelle sue varie forme – sociale, economica, d'istruzione, di lavoro – li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive e opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi si sta disintegrando quello dell'Italia tutta.»
È l'allerta lanciata dalla Ong Save the Children con la campagna “Allarme Infanzia” (www.allarmeinfanzia.it).

Attraverso una strategia di marketing non convenzionale dal forte impatto emotivo, partita il 20 maggio e che si protrarrà fino al 5 giugno, Save the Children ha fatto comparire nel centro storico di Roma e Milano delle sagome di bambini di cartone con frasi del calibro di  «mi hanno rubato l’aria pulita», «mi hanno rubato la mensa scolastica», «mi hanno rubato una casa tutta mia».
L’obbiettivo è quello di denunciare la gravità della situazione attuale e al tempo stesso di invocare una massiccia mobilitazione dell’opinione pubblica affinché le istituzioni mettano in campo interventi urgenti e strutturali in favore dei minori, sempre più minacciati nel diritto ad una vita dignitosa.

Secondo Save the Children quattro sono le principali e più pesanti “ruberie” commesse a spese del “giovane capitale umano” e riportate all’interno del loro nuovo dossier L'isola che non sarà diffuso insieme all’indagine Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani.

Quattro, secondo il report, le più gravi ruberie perpetrate a danno dei giovani di oggi, prossima classe dirigente di domani:  il taglio dei fondi per minori e famiglia, con l'Italia al 18esimo posto nell'Europa dei 27 per spesa per l'infanzia e famiglia, pari all'1,1% del Pil; la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa: dunque 'furto' di cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie (quasi il 29% dei bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa, vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale). E ancora: il furto d'istruzione è la terza ruberia con l'Italia 22esima per giovani con basso livello d'istruzione (il 28,7% tra i 25 e i 34 anni per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25 e l'Italia all'ultimo posto per tasso di laureati: il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000; furto di lavoro: disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i Neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27. “Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha utilizzato 12 indicatori Eurostat che permettono di comparare le chance dei bambini italiani con quelle dei loro coetanei europei”, ha spiegato Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia, “il risultato, riassunto in 5 mappe e classifiche dei 27 paesi dell'Ue, compresa l'Italia, è deprimente. Considerando i diversi indicatori, il nostro paese si posiziona per 7 volte oltre il ventesimo posto in classifica. Un posizionamento molto negativo che Save the Children ha tradotto in una mappa sintetica in cui l'Italia appare di dimensioni molto ridotte rispetto alle attuali, a indicare la perdita di futuro per i bambini e adolescenti, rispetto ai quali stanno peggio solo i minori di Bulgaria e Grecia”.

Leggi il rapporto di Save the Children (PDF)

18 maggio 2013

Berlusconi è l’imbonitore che sta dietro alla più gigantesca fiera delle vanità

«Ci sono questi due giovani pesci che nuotano e incontrano un pesce più vecchio che nuota in senso contrario e fa loro un cenno, dicendo: «Salve ragazzi, com’è l’acqua?» e i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’ e alla fine uno di loro guarda l’altro e fa: «Che diavolo è l’acqua?»

Questa è la storiella con la quale il 16 maggio 2005 David Foster Wallace decise di iniziare, secondo tradizione, il suo discorso per la cerimonia delle lauree al Kenyon college.

Il senso della storiella e dell’intero discorso successivamente diventato famosissimo tra gli ammiratori dello scrittore, morto suicida nel 2008, come “This is Water” è  che le realtà più ovvie spesso sono anche le più difficili da vedere, proprio perché ci siamo immersi dalla nascita, come i pesci nell’acqua.

Per leggere, interpretare, comprendere la realtà – argomenta nel resto del discorso David Foster Wallace – c’è bisogno di una buona educazione: è grazie ad essa che andiamo oltre la prime impressione e impariamo a prestare attenzione e a capire come pensare e soprattutto cosa.

Con Berlusconi la scuola e la cultura sono andate sempre di più a puttane, un po’ come lui del resto. Ma al contrario del Cavaliere gli studenti italiani non si sono per nulla divertiti, né hanno avuto la benché minima forma di orgasmo.

Berlusconi non è affatto il messia venuto al mondo per togliere l’Imu. (E l’Imu non è neanche il primo dei problemi dell’Italia.)
Berlusconi è l’imbonitore che sta dietro alla più gigantesca fiera delle vanità.
La sua ascesa economica e politica, amplificato dal sistema dei media da lui gestito, ha influito tantissimo sulla nostra cultura, sul nostro modo di pensare, di vestire, di mostrarci in pubblico, di ricercare la felicità, di guadagnarci certe cose, etc.

Ma adesso bisogna pretendere un cambio di paradigma. Se Berlusconi ha compiuto dei reati deve pagare, se ha creato un’ideologia basata sulla menzogna e sulla propaganda bisogna smascherarla, se ha comprato voti e persone elargendo danaro e favori bisogna dimostrargli che noi non siamo così, che noi italiani non scendiamo a compromessi, che ci piace guadagnarci certe cose con il sudore, facendo leva soltanto sulle nostre capacità.

Quello che ci è mancato in tutti questi anni dal 1994 al novembre 2011, quando l’Italia, dopo la caduta del governo Berlusconi, sarebbe potuta andare ad elezioni immediate come un paese democratico, è stata l’incapacità di leggere la storia. Se vogliamo ripartire, se vogliamo rimettere di nuovo in sesto l’Italia ci dobbiamo riappropriare del controllo della realtà: impariamo a distinguere il bene dal male, la verità dalla menzogna, cosa è giusto da ciò che è sbagliato. 

16 maggio 2013

Contributo in favore dei minori riconosciuti dalla sola madre

Scade il 31 maggio 2013 la domanda al contributo in favore dei minori riconosciuti dalla sola madre.
Nel manifesto sotto riportato, redatto dall’assessore alle politiche sociali Antonino Coppola, trovate spiegate tutte le modalità per richiedere l’erogazione di questo contributo. 




15 maggio 2013

L'inutile vittimismo del Pdl



La manifestazione di Brescia di sabato 11 Maggio organizzata dal Pdl contro l’accanimento della magistratura nei confronti del loro leader politico Silvio Berlusconi, si porta dietro uno strascico di polemiche e di tensioni che si sono consumate anche nell’aula di Montecitorio. La presidente della Camera, Laura Boldrini, finisce nel mirino del Pdl. O meglio del capogruppo pidiellino Renato Brunetta che accusa la presidente, eletta con Sel, di non aver preso le distanze dai militanti di Sinistra e Libertà che, tra gli altri, hanno animato la contestazione a Brescia. Una contromanifestazione che ha visto momenti di tensione che hanno coinvolto anche lo stesso Brunetta.  

«Non ho sentito e visto nessuna presa di distanza né del suo partito, né sua e né dal Movimento cinque stelle presente a Brescia». Brunetta ha preso così la parola in aula alla Camera per tornare sugli episodi di Brescia. «Ho visto le bandiere e gli insulti dei militanti di Sel, il suo partito, che impedivano una manifestazione democratica», ha insistito il capogruppo del Pdl. Boldrini, a quel punto, ha replicato parlando in terza persona: il presidente della Camera non interviene «per solidarizzare o condannare ogni episodio che attiene attività politiche o di partito. In tal caso finirebbe per entrare inevitabilmente per entrare nell’agone politico» contravvenendo al suo ruolo di terzietà.  

Brunetta ha chiamato in causa la presidente Boldrini chiedendo che condannasse le proteste, venute anche da militanti di Sel, a Brescia. «Deputato Boldrini – si è rivolto il capogruppo alla presidente – visto che lei chiama il sottoscritto presidente di gruppo “deputato”, io a Brescia c’ero e ho dovuto svolgere la mia attività politica scortato dalla polizia. Ho visto le bandiere e gli insulti dei militanti di Sel, il suo partito, che impedivano una manifestazione democratica». «Non ho visto alcuna presa di distanza né del suo partito, né sua e né dal Movimento 5 stelle», ha quindi incalzato Brunetta alzando la voce. «Io ora le chiedo: ha due pesi e due misure per la sua solidarietà?», insiste l’esponente azzurro. Ribatte la presidente Boldrini: «Come è noto, l’ordinamento parlamentare assegna al presidente della Camera il compito di far osservare il regolamento. E in questo il presidente è terzo e imparziale e tale intende rimanere». «Circa le richieste di solidarietà verso le deputate insultate in quanto donne a Brescia, il presidente della Camera si è già pronunciato al riguardo ed è attenta su questo tema: interviene per condannare in modo attento e rigoroso le manifestazioni di sessismo», manifestando «solidarietà alle deputate del Pdl in quanto donne» per le offese ricevute a Brescia. Ma il presidente della Camera, ha avvertito, non interviene «per solidarizzare o condannare ogni episodio che attiene attività politiche o di partito. In tal caso finirebbe per entrare inevitabilmente nell’agone politico». 

Dopo, fuori dall’aula, Brunetta ha controreplicato alla presidente della Camera. «La presidente Boldrini – ha detto il capogruppo del Pdl – mi ha dedicato una risposta elusiva. Il Popolo della libertà non chiede alla sua alta autorità istituzionale la “difesa dei partiti”, come lei ha sostenuto. Abbiamo chiesto la tutela della libertà di manifestazione politica. E la condanna di ciò che la ostacola o la comprime, con violenza fisica e verbale, com’è accaduto a Brescia». «Non le ho chiesto di esprimere un’opinione favorevole al mio partito, figuriamoci, ma di difendere la democrazia e le sue espressioni che passano attraverso i partiti, e che alcuni partiti, in questo caso anche quello della Boldrini, turbano e cercano di impedire», ha sottolineato. «Sel e 5 Stelle citano sempre la Costituzione, salvo tradirla su punti decisivi. C’è l’articolo 17 della nostra Carta fondamentale che dice: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. A Brescia eravamo radunati pacificamente e senz’armi. Altri, e le loro bandiere ne hanno rivelato l’identità, hanno cercato di impedire questo raduno pacifico. L’afasia della presidente della Camera sul punto – ha evidenziato Brunetta – è inquietante e foriera di gravi conseguenze per la pace sociale».  

Sul botta e risposta tra Brunetta e Boldrini interviene il vicepresidente Pdl del Senato, Maurizio Gasparri: «È davvero spiacevole l’assenza di adeguate forme di solidarietà da parte di taluni vertici istituzionali nei confronti di esponenti del centrodestra vittime di aggressioni e minacce. La solidarietà, infatti, non andrebbe sollecitata, ma dovrebbe essere doverosa e spontanea. Certe dissertazioni sono tanto incomprensibili quanto dannose». E anche la deputata Pdl, Elvira Savino, dice la sua in particolare sul fatto che la presidente Boldrini ha sottolineato come il suo intervento si sia limitato alla solidarietà contro ogni manifestazione di sessismo. «Temo che Laura Boldrini non abbia ancora compreso bene di essere la presidente della Camera dei deputati. Si crede invece la paladina delle donne, ruolo autocelebrativo nonché inutile che, tra l’altro, nessuna le ha mai chiesto di esercitare. Alla presidente Boldrini è richiesto di difendere l’onorabilità e le prerogative dei deputati e delle deputate in quanto rappresentanti della sovranità popolare e non in quanto donne o uomini», dice Savino. Si schiera con Boldrini, la deputata del Pd, Sandra Zampa: «Esprimo la mia solidarietà alla presidente Boldrini per le parole sguaiate e deliranti dell’euro parlamentare Borghezio che dovrebbe infine rispondere della gravità delle accuse. La mia solidarietà alla Presidente Boldrini anche per le accuse che in aula le sono state rivolte dal capogruppo del Ppdl, Brunetta. È davvero un brutto e preoccupante spettacolo quello a cui gli italiani sono costretti ad assistere».  

Dal nostro punto di vista, le accuse rivolte da esponenti del Pdl alla Boldrini sono pura strumentalizzazione e propaganda politica. I media, dopo quanto accaduto a Brescia, hanno dato rilevanza  soltanto ad alcuni aspetti di questa triste vicenda. Non si è parlato infatti della muraglia di poliziotti schierati in difesa di uno che evade le tasse e va a puttane. Poliziotti pagati con i nostri soldi. Su youreporter.it ci sono dei filmati che mostrano dei retroscena molto inteteressanti. Aspetti sui quali le principali tv nazionali e i giornali hanno completamente taciuto.



Questa manifestazione del Pdl non era necessaria. Un partito politico che si schiera contro la magistratura è un fatto di estrema gravità, e che il pdmenoelle faccia spallucce con il “popolo” di Berlusconi lo è ancora di più: si tratta infatti di un’offesa contro l’elettorato di sinistra. 

12 maggio 2013

Ripartiamo dalle nostre idee



“Possiamo mettere in discussione la centralità del lavoro come dato fondativo della Repubblica? La tutela dei diritti è l'elemento fondamentale della lotta politica. Senza diritti non c'è cittadinanza, non c'è dignità sociale, non c'è libertà. Io credo che la sinistra debba ripartire da qui.” 

Ascoltare queste parole di Stefano Rodotà, in una piazza Santissimi Apostoli, a Roma, gremita di gente e di bandiere rosse, è stata una grandissima emozione.
Le parole di Rodotà e il discorso fatto da Nichi Vendola poco dopo sono state per noi di Collettivo 37 fonte di ispirazione e di orgoglio.


C’è una sinistra che ci crede, che vuole ripartire, che può fare la cosa giusta, che non vuole morire di berlusconismo e che si batterà, da adesso in poi, per far valere i diritti civili, come il lavoro, il welfare che parte dal reddito minimo garantito, lo ius soli.

C’è stata tolta la dignità. Riprendiamocela. Non abbassiamo la testa. Ripartiamo dalle nostre idee, dalla nostra volontà di cambiare. Avere un lavoro, dei desideri, essere felici non devono restare delle aspirazioni, ma devono tramutarsi in qualcosa di reale, di tangibile, che non può esserci sottratta in nessun modo.

Da adesso in poi noi di Colletivo 37 cominceremo a fare qualcosa che sia veramente di sinistra, e partiremo dal nostro territorio, dal nostro Comune di residenza. Ci sono tante cose che devono cambiare, che si possono migliorare.

La politica, il più delle volte è stata accusata di astrattismo, di poca concretezza. Bene, noi cercheremo di parlare nella maniera più semplice possibile, non abuseremo di una retorica ideologica di sinistra che va rivista e cambiata, portata al futuro. Cercheremo di fare meno chiacchiere e più fatti.

Castel San Giorgio è più di un bene comune. È il posto dove abitiamo, dove lavoriamo, dove ci sono i nostri affetti, dove cresceranno i nostri figli. Ma un posto dove non c’è lavoro, dove non ci sono strutture scolastiche adeguate, dove c’è inquinamento, dove ci sono strade dissestate, dove manca la cultura con i suoi spazi, non si può chiamare casa.

Riprendiamoci la nostra casa. Facciamo sentire la nostra voce. Facciamo valere il peso delle nostre idee. Facciamo qualcosa. Qualsiasi cosa. Che sia la cosa giusta o l’ennesimo buco nell'acqua poco importa. Ciò che conta è uscire da questo immobilismo, da questo stare fermi a guardare. La crisi è reale: se qualcosa non comincerà a smuoversi dentro di noi, non andremo da nessuna parte. 

10 maggio 2013

Facciamo LA COSA GIUSTA.




“La manifestazione dell’11 maggio a Roma vuole contribuire a costruire una sinistra moderna, europeista, di popolo che metta al centro i beni comuni, il lavoro, i diritti civili e sociali, la riconversione ecologica dell’economia.”

Sono queste le parole con le quali Nichi Vendola ha scelto di esordire nella sua lettera di invito a prendere parte alla manifestazione che si terrà domani a Roma alle 14.00 in Piazza Santissimi Apostoli.

Collettivo 37 ha accolto questo invito e domani sarà presente con i suoi tesserati per sostenere questa spinta di rinnovazione e cambiamento voluta fortemente dalla sinistra, e ritenuta fondamentale per la ripresa economica, politica, sociale e culturale del nostro Paese.