18 maggio 2013

Berlusconi è l’imbonitore che sta dietro alla più gigantesca fiera delle vanità

«Ci sono questi due giovani pesci che nuotano e incontrano un pesce più vecchio che nuota in senso contrario e fa loro un cenno, dicendo: «Salve ragazzi, com’è l’acqua?» e i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’ e alla fine uno di loro guarda l’altro e fa: «Che diavolo è l’acqua?»

Questa è la storiella con la quale il 16 maggio 2005 David Foster Wallace decise di iniziare, secondo tradizione, il suo discorso per la cerimonia delle lauree al Kenyon college.

Il senso della storiella e dell’intero discorso successivamente diventato famosissimo tra gli ammiratori dello scrittore, morto suicida nel 2008, come “This is Water” è  che le realtà più ovvie spesso sono anche le più difficili da vedere, proprio perché ci siamo immersi dalla nascita, come i pesci nell’acqua.

Per leggere, interpretare, comprendere la realtà – argomenta nel resto del discorso David Foster Wallace – c’è bisogno di una buona educazione: è grazie ad essa che andiamo oltre la prime impressione e impariamo a prestare attenzione e a capire come pensare e soprattutto cosa.

Con Berlusconi la scuola e la cultura sono andate sempre di più a puttane, un po’ come lui del resto. Ma al contrario del Cavaliere gli studenti italiani non si sono per nulla divertiti, né hanno avuto la benché minima forma di orgasmo.

Berlusconi non è affatto il messia venuto al mondo per togliere l’Imu. (E l’Imu non è neanche il primo dei problemi dell’Italia.)
Berlusconi è l’imbonitore che sta dietro alla più gigantesca fiera delle vanità.
La sua ascesa economica e politica, amplificato dal sistema dei media da lui gestito, ha influito tantissimo sulla nostra cultura, sul nostro modo di pensare, di vestire, di mostrarci in pubblico, di ricercare la felicità, di guadagnarci certe cose, etc.

Ma adesso bisogna pretendere un cambio di paradigma. Se Berlusconi ha compiuto dei reati deve pagare, se ha creato un’ideologia basata sulla menzogna e sulla propaganda bisogna smascherarla, se ha comprato voti e persone elargendo danaro e favori bisogna dimostrargli che noi non siamo così, che noi italiani non scendiamo a compromessi, che ci piace guadagnarci certe cose con il sudore, facendo leva soltanto sulle nostre capacità.

Quello che ci è mancato in tutti questi anni dal 1994 al novembre 2011, quando l’Italia, dopo la caduta del governo Berlusconi, sarebbe potuta andare ad elezioni immediate come un paese democratico, è stata l’incapacità di leggere la storia. Se vogliamo ripartire, se vogliamo rimettere di nuovo in sesto l’Italia ci dobbiamo riappropriare del controllo della realtà: impariamo a distinguere il bene dal male, la verità dalla menzogna, cosa è giusto da ciò che è sbagliato. 

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