19 novembre 2013
12 settembre 2013
Domenica 15 Settembre, piazza della Concordia: raccolta firme per la messa in sicurezza del depuratore di Costa
Il circolo di Sinistra ecologia e libertà di Castel San Giorgio Collettivo 37 ha deciso di appoggiare la Petizione popolare - "Basta Miasmi" lanciata da Raffaele Grimaldi e dagli altri compagni del Comitato di Mercato San Severino.
Il cattivo funzionamento del depuratore di Costa è un problema che riguarda anche i cittadini di Castel San Giorgio: esalazioni disgustose vengono spesso avvertite in alcune aree del nostro territorio.
Lo scopo della petizione è quello di richiedere:
- un'accurata indagine per comprendere i motivi del cattivo funzionamento del depuratore;
- l'avvio delle procedure di mitigazione ambientale;
- la costituzione di un comitato di controllo, composto da cittadini residenti e da esperti, per valutare il buon funzionamento tecnico-legale delle attività depurative.
Sapere cosa respiriamo, come sono le acque con le quali vengono irrigati i campi è un interesse di tutti, ne vale la nostra saluta e quella delle generazioni che verranno.
Il nostro territorio è attraversato dalle acque più inquinate d'Europa. L'insorgere di patologie tumorali è sempre più frequente. Tutto questo si può evitare se cominciamo a salvaguardare l'ambiente che ci ospita. Non occorrono grandi gesti, al momento basta solo una semplice firma per fermare questo mostro che produce veleno.
Cari concittadini, domenica 15 settembre allestiremo in piazza della Concordia Castel San Giorgio un piccolo stand per la raccolta firme. Speriamo di avere una viva partecipazione.
14 luglio 2013
La pioggia rovina tutto
Avete presente
quando non si vede l’ora di trascorrere una bella serata in compagnia e un acquazzone
inaspettato rovina tutto. Oggi è stato così.
Mentre eravamo pronti per dare inizio alla seconda serata della festa provinciale Sel Salerno la pioggia ha cominciato a venire giù con sempre più intensità e vigore. In un attimo la Villetta Pio La Torre di Castel San Giorgio è diventata un pantano, così ci siamo visti costretti ad annullare gli eventi in programma per questa serata.
Speriamo con tutto
il cuore che le giornate a venire ci riservino delle condizioni metereologiche
migliori. Abbiamo lavorato tanto per organizzare e allestire questa festa che
per noi di Collettivo37 è un grande vanto e motivo di orgoglio.
21 giugno 2013
SEL - Collettivo 37: La nostra idea di politica
Attorno al caso ERS ci sono molte nubi. Questo
progetto di edilizia sociale, ad esempio, lascia perplessi il MS5 e il PD che si
sono schierati pubblicamente contro la sua realizzazione, contestando il fatto
che questo complesso abitativo sorgendo nell’area antistante al cimitero ne
deturperebbe il territorio.
Il PDL, al contrario, si dichiara favorevole all’ERS,
in quanto apporterebbe dei vantaggi all’economia locale.
Noi di SEL - Collettivo 37 dopo aver
preso visone del materiale pubblicato in rete dal Comune di Castel San Giorgio e sondato l’aria torbida
e pesante di bagarre politica che si respira in paese, abbiamo deciso di
astenerci sul tema ERS.
È finito il tempo per fare battaglie
inutili, per alimentare polemiche.
La difficile situazione economica e
politica che stiamo vivendo in tutto il Paese e che incide tantissimo sui
piccoli comuni come il nostro, perché sono i primi a trovarsi con le casse
vuote, ci induce a fare un’attenta analisi etica e morale, e a leggere bene il
nostro tempo.
Noi di Collettivo 37 vorremmo portare a
Castel San Giorgio un nuovo modo di fare politica. Una politica che sia più
umana, più sociale, più etica e che non abbia nulla a che vedere con gli interessi
personalistici, con le cambiali elettorali da pagare, con le speculazioni edilizie, con
i piaceri elettorali.
A Castel San Giorgio ci sono tanti
altri problemi ben più importanti dell’ERS.
Concentriamo le nostre forze politiche
su cose che davvero ci interessano e che riguardano le generazioni future. Concentriamoci
su quelli che sono i diritti dei cittadini, le cose che una giusta
amministrazione dovrebbe fare.
Reddito minimo, case popolari,
riqualificazione del centro storico, edifici scolastici adeguati, spazi per la cultura
come ad esempio teatri, luoghi di aggregazione sociale, bonifica delle aree boschive
al fine di evitare frane, legalità delle istituzioni, rilancio dell’economia
locale attraverso l’agricoltura, l’artigianato e l’imprenditoria giovanile.
Il parere dei tecnici sulla realizzazione dell'ERS
Durante
la conferenza sull’ERS che si è tenuta il 19 giugno scorso presso l’Associazione
San Michele Arcangelo di Trivio, le architette Coppola
Maria e Matilde Rita Candilori e l'Ingegnere Cataldo Paolo hanno illustrato in maniera
dettagliata quelle che sono le caratteristiche tecniche e le linee
architettoniche di questo progetto di edilizia residenziale sociale.
I materiali utilizzati, hanno precisato i tecnici presenti
in sala, saranno tutti ecologicamente compatibili, riciclati e ad elevate
prestazioni energetiche così da soddisfare appieno le prescrizioni
e gli obiettivi del “Protocollo Itaca”.
Durante
il prosieguo della conferenza sono state fornite anche delle rassicurazioni per
quanto riguarda i destinatari di queste abitazioni.
Saranno i cittadini di Castel San Giorgio i
principali usufruitori, i quali potranno acquistare nuove abitazioni a
prezzi nettamente più bassi degli attuali valori di mercato.
Se molti pensavano che il comune di
Castel San Giorgio stesse realizzando abitazioni per uso popolare ad
assegnazione gratuita o a basso canone non è così.
Il vantaggio che apporta l’ERS è
quello di concedere a tutti quei soggetti con svantaggi sociali (ad esempio famiglie
numerose con difficoltà economiche e strutturali dell'abitazione, mariti
divorziati che per sostenere moglie e figli non riescono a sostenere se stessi,
famiglie che non riescono a permettersi un mutuo, etc.) l'opportunità di
acquistare casa con una rata agevolata, con
basso interesse sull'intero importo agevolato.
9 giugno 2013
Cosa ne pensiamo dell'ERS?
Quello
che segue è il manifesto che da stamane è cominciato a circolare in
Paese e nel quale viene presentata la posizione del Circolo SEL di Castel San
Giorgio Colettivo37 riguardo alla realizzazione dell'ERS nei pressi
del cimitero.
22 maggio 2013
Save the Children lancia la campagna "Allarme infanzia"
«È un vero “furto di futuro” quello in
corso ai danni di bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La
povertà nelle sue varie forme – sociale, economica, d'istruzione, di lavoro –
li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive e opportunità. E con il
futuro di chi è giovane oggi si sta disintegrando quello dell'Italia tutta.»
È l'allerta lanciata dalla Ong Save the
Children con la campagna “Allarme Infanzia” (www.allarmeinfanzia.it).
Attraverso una strategia di marketing
non convenzionale dal forte impatto emotivo, partita il 20 maggio e che si
protrarrà fino al 5 giugno, Save the Children ha fatto comparire nel centro storico di Roma e Milano delle sagome di bambini
di cartone con frasi del calibro di «mi
hanno rubato l’aria pulita», «mi hanno rubato la mensa scolastica», «mi hanno
rubato una casa tutta mia».
L’obbiettivo è quello di denunciare la gravità della
situazione attuale e al tempo stesso di invocare una massiccia mobilitazione
dell’opinione pubblica affinché le istituzioni mettano in campo interventi
urgenti e strutturali in favore dei minori, sempre più minacciati nel diritto
ad una vita dignitosa.
Secondo Save the Children quattro sono le principali e più pesanti “ruberie”
commesse a spese del “giovane capitale umano” e riportate all’interno del loro nuovo
dossier L'isola che non sarà diffuso
insieme all’indagine Le paure per il
futuro dei ragazzi e genitori italiani.
Quattro, secondo il report, le più gravi ruberie perpetrate a
danno dei giovani di oggi, prossima classe dirigente di domani: il taglio dei fondi per minori e
famiglia, con l'Italia al 18esimo posto nell'Europa dei 27 per spesa per
l'infanzia e famiglia, pari all'1,1% del Pil; la mancanza di risorse
indispensabili per una vita dignitosa: dunque 'furto' di cibo, vestiti,
vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie (quasi il 29%
dei bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa, vive ai limiti della povertà
tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed
esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di
deprivazione materiale). E ancora: il furto d'istruzione è la terza ruberia con
l'Italia 22esima per giovani con basso livello d'istruzione (il 28,7% tra i 25
e i 34 anni per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25 e l'Italia
all'ultimo posto per tasso di laureati: il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni,
pari a 760.000; furto di lavoro: disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il
quarto peggior risultato a livello europeo mentre i Neet (giovani che non
lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il
nostro paese al 25esimo posto su 27. “Per quantificare il furto di futuro che
si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha
utilizzato 12 indicatori Eurostat che permettono di comparare le chance dei
bambini italiani con quelle dei loro coetanei europei”, ha spiegato Valerio
Neri, direttore generale Save the Children Italia, “il risultato, riassunto in
5 mappe e classifiche dei 27 paesi dell'Ue, compresa l'Italia, è deprimente.
Considerando i diversi indicatori, il nostro paese si posiziona per 7 volte
oltre il ventesimo posto in classifica. Un posizionamento molto negativo che
Save the Children ha tradotto in una mappa sintetica in cui l'Italia appare di
dimensioni molto ridotte rispetto alle attuali, a indicare la perdita di futuro
per i bambini e adolescenti, rispetto ai quali stanno peggio solo i minori di
Bulgaria e Grecia”.
Leggi il rapporto di Save the Children (PDF)
Leggi il rapporto di Save the Children (PDF)
18 maggio 2013
Berlusconi è l’imbonitore che sta dietro alla più gigantesca fiera delle vanità
«Ci sono questi due giovani pesci che nuotano e incontrano un
pesce più vecchio che nuota in senso contrario e fa loro un cenno, dicendo:
«Salve ragazzi, com’è l’acqua?» e i due giovani pesci continuano a nuotare per
un po’ e alla fine uno di loro guarda l’altro e fa: «Che diavolo è l’acqua?»
Questa è la storiella con la quale il 16 maggio 2005 David Foster
Wallace decise di iniziare, secondo tradizione, il suo discorso per la
cerimonia delle lauree al Kenyon college.
Il senso della storiella e dell’intero discorso successivamente
diventato famosissimo tra gli ammiratori dello scrittore, morto suicida nel
2008, come “This is Water” è che le realtà più ovvie spesso sono
anche le più difficili da vedere, proprio perché ci siamo immersi dalla
nascita, come i pesci nell’acqua.
Per leggere, interpretare, comprendere la realtà – argomenta nel
resto del discorso David Foster Wallace – c’è bisogno di una buona educazione:
è grazie ad essa che andiamo oltre la prime impressione e impariamo a prestare
attenzione e a capire come pensare e soprattutto cosa.
Con Berlusconi la scuola e la cultura sono andate sempre di più a
puttane, un po’ come lui del resto. Ma al contrario del Cavaliere gli studenti
italiani non si sono per nulla divertiti, né hanno avuto la benché minima forma
di orgasmo.
Berlusconi non è affatto il messia venuto al mondo per togliere
l’Imu. (E l’Imu non è neanche il primo dei problemi dell’Italia.)
Berlusconi è l’imbonitore che sta dietro alla più gigantesca fiera
delle vanità.
Ma adesso bisogna pretendere un cambio di paradigma. Se Berlusconi
ha compiuto dei reati deve pagare, se ha creato un’ideologia basata sulla
menzogna e sulla propaganda bisogna smascherarla, se ha comprato voti e persone
elargendo danaro e favori bisogna dimostrargli che noi non siamo così, che noi
italiani non scendiamo a compromessi, che ci piace guadagnarci certe cose con
il sudore, facendo leva soltanto sulle nostre capacità.
Quello che ci è mancato in tutti questi anni dal 1994 al novembre
2011, quando l’Italia, dopo la caduta del governo Berlusconi, sarebbe
potuta andare ad elezioni immediate come un paese democratico, è stata
l’incapacità di leggere la storia. Se vogliamo ripartire, se vogliamo rimettere
di nuovo in sesto l’Italia ci dobbiamo riappropriare del controllo della
realtà: impariamo a distinguere il bene dal male, la verità dalla menzogna,
cosa è giusto da ciò che è sbagliato.
16 maggio 2013
Contributo in favore dei minori riconosciuti dalla sola madre
Scade il 31 maggio 2013 la domanda al contributo in favore dei
minori riconosciuti dalla sola madre.
Nel manifesto sotto riportato, redatto dall’assessore alle
politiche sociali Antonino Coppola, trovate spiegate tutte le modalità per
richiedere l’erogazione di questo contributo.
15 maggio 2013
L'inutile vittimismo del Pdl
La manifestazione di Brescia di
sabato 11 Maggio organizzata dal Pdl contro l’accanimento della magistratura
nei confronti del loro leader politico Silvio Berlusconi, si porta dietro uno
strascico di polemiche e di tensioni che si sono consumate anche nell’aula di
Montecitorio. La presidente della Camera, Laura Boldrini, finisce nel mirino
del Pdl. O meglio del capogruppo pidiellino Renato Brunetta che accusa la
presidente, eletta con Sel, di non aver preso le distanze dai militanti di
Sinistra e Libertà che, tra gli altri, hanno animato la contestazione a
Brescia. Una contromanifestazione che ha visto momenti di tensione che hanno
coinvolto anche lo stesso Brunetta.
«Non ho sentito e visto nessuna
presa di distanza né del suo partito, né sua e né dal Movimento cinque stelle
presente a Brescia». Brunetta ha preso così la parola in aula alla Camera per
tornare sugli episodi di Brescia. «Ho visto le bandiere e gli insulti dei
militanti di Sel, il suo partito, che impedivano una manifestazione
democratica», ha insistito il capogruppo del Pdl. Boldrini, a quel punto, ha
replicato parlando in terza persona: il presidente della Camera non interviene
«per solidarizzare o condannare ogni episodio che attiene attività politiche o
di partito. In tal caso finirebbe per entrare inevitabilmente per entrare
nell’agone politico» contravvenendo al suo ruolo di terzietà.
Brunetta ha chiamato in causa la
presidente Boldrini chiedendo che condannasse le proteste, venute anche da
militanti di Sel, a Brescia. «Deputato Boldrini – si è rivolto il capogruppo
alla presidente – visto che lei chiama il sottoscritto presidente di gruppo
“deputato”, io a Brescia c’ero e ho dovuto svolgere la mia attività politica
scortato dalla polizia. Ho visto le bandiere e gli insulti dei militanti di
Sel, il suo partito, che impedivano una manifestazione democratica». «Non ho
visto alcuna presa di distanza né del suo partito, né sua e né dal Movimento 5
stelle», ha quindi incalzato Brunetta alzando la voce. «Io ora le chiedo: ha
due pesi e due misure per la sua solidarietà?», insiste l’esponente azzurro.
Ribatte la presidente Boldrini: «Come è noto, l’ordinamento parlamentare
assegna al presidente della Camera il compito di far osservare il regolamento.
E in questo il presidente è terzo e imparziale e tale intende rimanere». «Circa
le richieste di solidarietà verso le deputate insultate in quanto donne a
Brescia, il presidente della Camera si è già pronunciato al riguardo ed è
attenta su questo tema: interviene per condannare in modo attento e rigoroso le
manifestazioni di sessismo», manifestando «solidarietà alle deputate del Pdl in
quanto donne» per le offese ricevute a Brescia. Ma il presidente della Camera,
ha avvertito, non interviene «per solidarizzare o condannare ogni episodio che
attiene attività politiche o di partito. In tal caso finirebbe per entrare
inevitabilmente nell’agone politico».
Dopo, fuori dall’aula, Brunetta ha
controreplicato alla presidente della Camera. «La presidente Boldrini – ha detto
il capogruppo del Pdl – mi ha dedicato una risposta elusiva. Il Popolo della
libertà non chiede alla sua alta autorità istituzionale la “difesa dei
partiti”, come lei ha sostenuto. Abbiamo chiesto la tutela della libertà di
manifestazione politica. E la condanna di ciò che la ostacola o la comprime,
con violenza fisica e verbale, com’è accaduto a Brescia». «Non le ho chiesto di
esprimere un’opinione favorevole al mio partito, figuriamoci, ma di difendere
la democrazia e le sue espressioni che passano attraverso i partiti, e che
alcuni partiti, in questo caso anche quello della Boldrini, turbano e cercano
di impedire», ha sottolineato. «Sel e 5 Stelle citano sempre la Costituzione, salvo
tradirla su punti decisivi. C’è l’articolo 17 della nostra Carta fondamentale
che dice: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. A
Brescia eravamo radunati pacificamente e senz’armi. Altri, e le loro bandiere
ne hanno rivelato l’identità, hanno cercato di impedire questo raduno pacifico.
L’afasia della presidente della Camera sul punto – ha evidenziato Brunetta – è inquietante
e foriera di gravi conseguenze per la pace sociale».
Sul botta e risposta tra Brunetta
e Boldrini interviene il vicepresidente Pdl del Senato, Maurizio Gasparri: «È
davvero spiacevole l’assenza di adeguate forme di solidarietà da parte di
taluni vertici istituzionali nei confronti di esponenti del centrodestra
vittime di aggressioni e minacce. La solidarietà, infatti, non andrebbe
sollecitata, ma dovrebbe essere doverosa e spontanea. Certe dissertazioni sono
tanto incomprensibili quanto dannose». E anche la deputata Pdl, Elvira Savino,
dice la sua in particolare sul fatto che la presidente Boldrini ha sottolineato
come il suo intervento si sia limitato alla solidarietà contro ogni
manifestazione di sessismo. «Temo che Laura Boldrini non abbia ancora compreso
bene di essere la presidente della Camera dei deputati. Si crede invece la
paladina delle donne, ruolo autocelebrativo nonché inutile che, tra l’altro,
nessuna le ha mai chiesto di esercitare. Alla presidente Boldrini è richiesto
di difendere l’onorabilità e le prerogative dei deputati e delle deputate in
quanto rappresentanti della sovranità popolare e non in quanto donne o uomini»,
dice Savino. Si schiera con Boldrini, la deputata del Pd, Sandra Zampa:
«Esprimo la mia solidarietà alla presidente Boldrini per le parole sguaiate e
deliranti dell’euro parlamentare Borghezio che dovrebbe infine rispondere della
gravità delle accuse. La mia solidarietà alla Presidente Boldrini anche per le
accuse che in aula le sono state rivolte dal capogruppo del Ppdl, Brunetta. È
davvero un brutto e preoccupante spettacolo quello a cui gli italiani sono
costretti ad assistere».
Dal nostro
punto di vista, le accuse rivolte da esponenti del Pdl alla Boldrini sono pura strumentalizzazione
e propaganda politica. I media, dopo quanto accaduto a Brescia, hanno dato
rilevanza soltanto ad alcuni aspetti di
questa triste vicenda. Non si è parlato infatti della muraglia di poliziotti
schierati in difesa di uno che evade le tasse e va a puttane. Poliziotti pagati
con i nostri soldi. Su youreporter.it ci sono dei filmati che mostrano dei retroscena
molto inteteressanti. Aspetti sui quali le principali tv nazionali e i giornali
hanno completamente taciuto.
Questa manifestazione del Pdl non era necessaria. Un partito politico che si schiera contro la magistratura è un fatto di estrema gravità, e che il pdmenoelle faccia spallucce con il “popolo” di Berlusconi lo è ancora di più: si tratta infatti di un’offesa contro l’elettorato di sinistra.
12 maggio 2013
Ripartiamo dalle nostre idee
“Possiamo mettere in discussione la centralità del lavoro come dato
fondativo della Repubblica? La tutela dei diritti è l'elemento fondamentale
della lotta politica. Senza diritti non c'è cittadinanza, non c'è dignità sociale,
non c'è libertà. Io credo che la sinistra debba ripartire da qui.”
Ascoltare
queste parole di Stefano Rodotà, in una piazza Santissimi Apostoli, a Roma,
gremita di gente e di bandiere rosse, è stata una grandissima emozione.
Le parole di
Rodotà e il discorso fatto da Nichi Vendola poco dopo sono state per noi di
Collettivo 37 fonte di ispirazione e di orgoglio.
C’è una sinistra
che ci crede, che vuole ripartire, che può fare la cosa giusta, che non vuole
morire di berlusconismo e che si batterà, da adesso in poi, per far valere i
diritti civili, come il lavoro, il welfare che parte dal reddito minimo garantito, lo ius soli.
C’è stata tolta la dignità. Riprendiamocela. Non abbassiamo la testa. Ripartiamo dalle nostre idee, dalla nostra volontà di
cambiare. Avere un lavoro, dei desideri, essere felici non devono restare delle
aspirazioni, ma devono tramutarsi in qualcosa di reale, di tangibile, che non
può esserci sottratta in nessun modo.
Da adesso in poi noi di Colletivo 37 cominceremo a fare qualcosa che sia
veramente di sinistra, e partiremo dal nostro territorio, dal nostro Comune di
residenza. Ci sono tante cose che devono cambiare, che si possono migliorare.
La politica, il più delle volte è stata
accusata di astrattismo, di poca concretezza. Bene, noi cercheremo di parlare
nella maniera più semplice possibile, non abuseremo di una retorica ideologica di sinistra che va rivista e cambiata, portata al futuro. Cercheremo di fare meno
chiacchiere e più fatti.
Castel San Giorgio è più di un bene comune. È il posto dove abitiamo,
dove lavoriamo, dove ci sono i nostri affetti, dove cresceranno i nostri figli.
Ma un posto dove non c’è lavoro, dove non ci sono strutture scolastiche
adeguate, dove c’è inquinamento, dove ci sono strade dissestate, dove manca la
cultura con i suoi spazi, non si può chiamare casa.
Riprendiamoci la nostra casa. Facciamo sentire la nostra voce. Facciamo
valere il peso delle nostre idee. Facciamo qualcosa. Qualsiasi cosa. Che sia la
cosa giusta o l’ennesimo buco nell'acqua poco importa. Ciò che conta è uscire
da questo immobilismo, da questo stare fermi a guardare. La crisi è reale: se
qualcosa non comincerà a smuoversi dentro di noi, non andremo da nessuna parte.
10 maggio 2013
Facciamo LA COSA GIUSTA.
“La manifestazione dell’11 maggio a Roma vuole contribuire a costruire una sinistra moderna, europeista, di popolo che metta al centro i beni comuni, il lavoro, i diritti civili e sociali, la riconversione ecologica dell’economia.”
Sono queste le parole con le quali Nichi Vendola ha scelto di
esordire nella sua lettera di invito a prendere parte alla manifestazione che
si terrà domani a Roma alle 14.00 in Piazza Santissimi Apostoli.
Collettivo 37 ha accolto questo invito e domani sarà presente con
i suoi tesserati per sostenere questa spinta di rinnovazione e cambiamento voluta
fortemente dalla sinistra, e ritenuta fondamentale per la ripresa economica,
politica, sociale e culturale del nostro Paese.
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