La manifestazione di Brescia di
sabato 11 Maggio organizzata dal Pdl contro l’accanimento della magistratura
nei confronti del loro leader politico Silvio Berlusconi, si porta dietro uno
strascico di polemiche e di tensioni che si sono consumate anche nell’aula di
Montecitorio. La presidente della Camera, Laura Boldrini, finisce nel mirino
del Pdl. O meglio del capogruppo pidiellino Renato Brunetta che accusa la
presidente, eletta con Sel, di non aver preso le distanze dai militanti di
Sinistra e Libertà che, tra gli altri, hanno animato la contestazione a
Brescia. Una contromanifestazione che ha visto momenti di tensione che hanno
coinvolto anche lo stesso Brunetta.
«Non ho sentito e visto nessuna
presa di distanza né del suo partito, né sua e né dal Movimento cinque stelle
presente a Brescia». Brunetta ha preso così la parola in aula alla Camera per
tornare sugli episodi di Brescia. «Ho visto le bandiere e gli insulti dei
militanti di Sel, il suo partito, che impedivano una manifestazione
democratica», ha insistito il capogruppo del Pdl. Boldrini, a quel punto, ha
replicato parlando in terza persona: il presidente della Camera non interviene
«per solidarizzare o condannare ogni episodio che attiene attività politiche o
di partito. In tal caso finirebbe per entrare inevitabilmente per entrare
nell’agone politico» contravvenendo al suo ruolo di terzietà.
Brunetta ha chiamato in causa la
presidente Boldrini chiedendo che condannasse le proteste, venute anche da
militanti di Sel, a Brescia. «Deputato Boldrini – si è rivolto il capogruppo
alla presidente – visto che lei chiama il sottoscritto presidente di gruppo
“deputato”, io a Brescia c’ero e ho dovuto svolgere la mia attività politica
scortato dalla polizia. Ho visto le bandiere e gli insulti dei militanti di
Sel, il suo partito, che impedivano una manifestazione democratica». «Non ho
visto alcuna presa di distanza né del suo partito, né sua e né dal Movimento 5
stelle», ha quindi incalzato Brunetta alzando la voce. «Io ora le chiedo: ha
due pesi e due misure per la sua solidarietà?», insiste l’esponente azzurro.
Ribatte la presidente Boldrini: «Come è noto, l’ordinamento parlamentare
assegna al presidente della Camera il compito di far osservare il regolamento.
E in questo il presidente è terzo e imparziale e tale intende rimanere». «Circa
le richieste di solidarietà verso le deputate insultate in quanto donne a
Brescia, il presidente della Camera si è già pronunciato al riguardo ed è
attenta su questo tema: interviene per condannare in modo attento e rigoroso le
manifestazioni di sessismo», manifestando «solidarietà alle deputate del Pdl in
quanto donne» per le offese ricevute a Brescia. Ma il presidente della Camera,
ha avvertito, non interviene «per solidarizzare o condannare ogni episodio che
attiene attività politiche o di partito. In tal caso finirebbe per entrare
inevitabilmente nell’agone politico».
Dopo, fuori dall’aula, Brunetta ha
controreplicato alla presidente della Camera. «La presidente Boldrini – ha detto
il capogruppo del Pdl – mi ha dedicato una risposta elusiva. Il Popolo della
libertà non chiede alla sua alta autorità istituzionale la “difesa dei
partiti”, come lei ha sostenuto. Abbiamo chiesto la tutela della libertà di
manifestazione politica. E la condanna di ciò che la ostacola o la comprime,
con violenza fisica e verbale, com’è accaduto a Brescia». «Non le ho chiesto di
esprimere un’opinione favorevole al mio partito, figuriamoci, ma di difendere
la democrazia e le sue espressioni che passano attraverso i partiti, e che
alcuni partiti, in questo caso anche quello della Boldrini, turbano e cercano
di impedire», ha sottolineato. «Sel e 5 Stelle citano sempre la Costituzione, salvo
tradirla su punti decisivi. C’è l’articolo 17 della nostra Carta fondamentale
che dice: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. A
Brescia eravamo radunati pacificamente e senz’armi. Altri, e le loro bandiere
ne hanno rivelato l’identità, hanno cercato di impedire questo raduno pacifico.
L’afasia della presidente della Camera sul punto – ha evidenziato Brunetta – è inquietante
e foriera di gravi conseguenze per la pace sociale».
Sul botta e risposta tra Brunetta
e Boldrini interviene il vicepresidente Pdl del Senato, Maurizio Gasparri: «È
davvero spiacevole l’assenza di adeguate forme di solidarietà da parte di
taluni vertici istituzionali nei confronti di esponenti del centrodestra
vittime di aggressioni e minacce. La solidarietà, infatti, non andrebbe
sollecitata, ma dovrebbe essere doverosa e spontanea. Certe dissertazioni sono
tanto incomprensibili quanto dannose». E anche la deputata Pdl, Elvira Savino,
dice la sua in particolare sul fatto che la presidente Boldrini ha sottolineato
come il suo intervento si sia limitato alla solidarietà contro ogni
manifestazione di sessismo. «Temo che Laura Boldrini non abbia ancora compreso
bene di essere la presidente della Camera dei deputati. Si crede invece la
paladina delle donne, ruolo autocelebrativo nonché inutile che, tra l’altro,
nessuna le ha mai chiesto di esercitare. Alla presidente Boldrini è richiesto
di difendere l’onorabilità e le prerogative dei deputati e delle deputate in
quanto rappresentanti della sovranità popolare e non in quanto donne o uomini»,
dice Savino. Si schiera con Boldrini, la deputata del Pd, Sandra Zampa:
«Esprimo la mia solidarietà alla presidente Boldrini per le parole sguaiate e
deliranti dell’euro parlamentare Borghezio che dovrebbe infine rispondere della
gravità delle accuse. La mia solidarietà alla Presidente Boldrini anche per le
accuse che in aula le sono state rivolte dal capogruppo del Ppdl, Brunetta. È
davvero un brutto e preoccupante spettacolo quello a cui gli italiani sono
costretti ad assistere».
Dal nostro
punto di vista, le accuse rivolte da esponenti del Pdl alla Boldrini sono pura strumentalizzazione
e propaganda politica. I media, dopo quanto accaduto a Brescia, hanno dato
rilevanza soltanto ad alcuni aspetti di
questa triste vicenda. Non si è parlato infatti della muraglia di poliziotti
schierati in difesa di uno che evade le tasse e va a puttane. Poliziotti pagati
con i nostri soldi. Su youreporter.it ci sono dei filmati che mostrano dei retroscena
molto inteteressanti. Aspetti sui quali le principali tv nazionali e i giornali
hanno completamente taciuto.
Questa manifestazione del Pdl non era necessaria. Un partito politico che si schiera contro la magistratura è un fatto di estrema gravità, e che il pdmenoelle faccia spallucce con il “popolo” di Berlusconi lo è ancora di più: si tratta infatti di un’offesa contro l’elettorato di sinistra.

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